giovedì 11 giugno 2009

Anche la rete imbavagliata


Con l'emendamento sulle intercettazioni viene colpita anche la rete. Credevamo che tutto era morto con la cancellazione del decreto D'Alia, invece il governo ha trovato il modo di fregarci; il maxi-emendamento infatti "introduce nel nostro Ordinamento l'obbligo di rettifica di qualsiasi testo che non piacesse a qualcuno entro 48 ore, pena una sanzione pecuniaria esorbitante, da 50.000 a 250.000€ per tutti i titolari di "siti informatici". Questo implica automaticamente, se non la chiusura, un drastico ridimensionamento dei social network tipo YouTube o Facebook o di blog come il nostro, per non parlare di Punto Informatico o Beppe Grillo. Si reintroduce pesantemente il reato di istigazione alla disobbedienza civile, con il quale sarà possibile, senza l'intervento della Magistratura, tacitare qualsiasi voce di dissenso nei confronti dei “potenti”.

Il governo sta così riuscendo a prendere il controllo anche di internet, dopo che Berlusconi è riuscito nell'intento di controllare il resto dell'informazione, ovvero le televisoni e i giornali. Questo è l'ennesimo colpo alla democrazia sferrato da questo governo, l'ennesimo tentativo di cancellare l'informazione libera. Ricordiamo che l'italia è stata inserita, dalla rivista di indagine giornalistica FreedoHouse, tra i paesi giudicati con livello di libertà di stampa "Parzialmente Libera", come Tongo, Botsawana, Timor Orientale,Antigua & Barbuda, Repubblica Domenicana, Fiji, Burkina Faso e dietro paesi come Sud Corea, Isole Solomon, Chile, Nauru, Namibia etc.
A voi i commenti; io sono triste per la fine che sta facendo il nostro paese.

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