giovedì 11 giugno 2009

Anche la rete imbavagliata


Con l'emendamento sulle intercettazioni viene colpita anche la rete. Credevamo che tutto era morto con la cancellazione del decreto D'Alia, invece il governo ha trovato il modo di fregarci; il maxi-emendamento infatti "introduce nel nostro Ordinamento l'obbligo di rettifica di qualsiasi testo che non piacesse a qualcuno entro 48 ore, pena una sanzione pecuniaria esorbitante, da 50.000 a 250.000€ per tutti i titolari di "siti informatici". Questo implica automaticamente, se non la chiusura, un drastico ridimensionamento dei social network tipo YouTube o Facebook o di blog come il nostro, per non parlare di Punto Informatico o Beppe Grillo. Si reintroduce pesantemente il reato di istigazione alla disobbedienza civile, con il quale sarà possibile, senza l'intervento della Magistratura, tacitare qualsiasi voce di dissenso nei confronti dei “potenti”.

Il governo sta così riuscendo a prendere il controllo anche di internet, dopo che Berlusconi è riuscito nell'intento di controllare il resto dell'informazione, ovvero le televisoni e i giornali. Questo è l'ennesimo colpo alla democrazia sferrato da questo governo, l'ennesimo tentativo di cancellare l'informazione libera. Ricordiamo che l'italia è stata inserita, dalla rivista di indagine giornalistica FreedoHouse, tra i paesi giudicati con livello di libertà di stampa "Parzialmente Libera", come Tongo, Botsawana, Timor Orientale,Antigua & Barbuda, Repubblica Domenicana, Fiji, Burkina Faso e dietro paesi come Sud Corea, Isole Solomon, Chile, Nauru, Namibia etc.
A voi i commenti; io sono triste per la fine che sta facendo il nostro paese.

Leggi tutto...

Posta la fiducia al DDL sulle intercettazioni



Il governo ha posto ieri la fiducia sull'emendamento riguardante le intercettazioni telefoniche. Il testo è molto lungo, ma c'è un'ampia sintesi sito dell'ansa.


EVIDENTI INDIZI COLPEVOLEZZA - Il Pm potrà chiedere di intercettare solo se ci saranno 'evidenti indizi di colpevolezza' e solo se saranno 'assolutamente indispensabili'. Nelle indagini di mafia e terrorismo basteranno 'sufficienti indizi di reato'. La richiesta dovrà essere autorizzata da un Gip collegiale del capoluogo del distretto. Ma il giudice dovrà poi compiere una valutazione autonoma del caso.

VIA IL MAGISTRATO CHE PARLA TROPPO - La toga che rilascia "pubblicamente dichiarazioni" sul procedimento affidatogli ha l'obbligo di astenersi. E sarà sostituito se iscritto nel registro degli indagati per rivelazione del segreto d' ufficio.

OMESSO CONTROLLO - Il ddl prevede l'ammenda da 500 a 1.032 euro per pubblici ufficiali e magistrati che ometteranno di esercitare "il controllo necessario ad impedire la indebita cognizione o pubblicazione delle intercettazioni".

DIVIETO PUBBLICAZIONE - Il testo cambia. Prima era vietato scrivere di tutto fino all'inizio del dibattimento. Ora si prevede che per le intercettazioni, anche quelle non più coperte da segreto, resti il divieto di pubblicazione anche parziale fino alla conclusione delle indagini preliminari. E sarà vietato pubblicare le richieste e le ordinanze emesse in materia di misure cautelari fino a quando l'indagato o il suo difensore non ne siano venuti a conoscenza. Dopo di ché se ne potrà pubblicare il contenuto. Fanno eccezione le intercettazioni riportate nelle ordinanze. Per quelle permane il divieto di pubblicazione.

RETTIFICHE SENZA COMMENTO - Cambia anche la norma sulle rettifiche perché nel ddl si dice che dovranno essere pubblicate nella loro interezza, ma "senza commento". E si disciplinano anche quelle su internet.

NO A NOMI E IMMAGINI PM - Stop alla pubblicazione di nomi o immagini di magistrati "relativamente ai procedimenti penali a loro affidati", salvo che l'immagine non sia indispensabile al diritto di cronaca.

CARCERE PER I GIORNALISTI - Torna il carcere per i cronisti, ma la pena diventa da 6 mesi a un anno (era da uno a 3 anni) quindi oblabile: cioé trasformabile in sanzione pecuniaria.

REATI INTERCETTABILI - Potranno essere intercettati tutti i reati con pene oltre i 5 anni, compresi quelli contro Pubblica Amministrazione; ingiuria; minaccia; usura; molestia; traffico-commercio di stupefacenti e armi; insider trading; aggiotaggio; contrabbando; diffusione materiale pornografico anche relativo a minori.

INTERCETTAZIONI AMBIENTALI - Si potranno usare le 'cimici' solo per spiare luoghi nei quali si sa che si sta compiendo un'attività criminosa. Unica eccezione per i reati di mafia, terrorismo e per quelli più gravi.

LIMITI DI TEMPO - Non si potrà intercettare per più di 60 giorni: 30 più 15 più 15. Per reati di mafia, terrorismo o minaccia col mezzo del telefono si può arrivare a 40 giorni prorogabili di altri 20.

RELAZIONE SU SPESE E 'TETTO' - Ci sarà un tetto di spesa stabilito dal ministero della Giustizia, sentito il Csm. Entro il 31 marzo ogni procuratore trasmetterà a Via Arenula una relazione sulle spese per le intercettazioni dell'anno precedente.

PROCEDIMENTO CONTRO IGNOTI - Le intercettazioni potranno essere richieste solo dalla parte offesa e solo sue sue utenze.

ARCHIVIO RISERVATO E DIVIETO DI ALLEGARE VERBALI A FASCICOLO Telefonate e verbali saranno custoditi in un archivio presso la Procura. E le registrazioni saranno fatte con impianti installati nei Centri di intercettazione istituiti presso ogni distretto di Corte d'Appello. I procuratori dovranno gestire e controllare questi Centri e avranno 5 giorni per depositare verbali e intercettazioni. Se dal loro deposito però ci sarà pregiudizio per le indagini, si potrà ritardare la consegna, ma non oltre la data dell'avviso della conclusione delle indagini preliminari. Vietato allegare le intercettazioni al fascicolo.

NO A UTILIZZO IN PROCEDIMENTI DIVERSI - Le intercettazioni non potranno essere usate in procedimenti diversi da quelli nei quali sono state disposte. Salvo i casi di mafia e terrorismo.

STOP A INTERCETTAZIONI PER 007 - Se un Pm volesse intercettare un telefono usato da esponenti dei Servizi e quindi anche da 'body guard' dovrà informarne entro 5 giorni il presidente del Consiglio che potrà apporre il segreto di Stato.





Probabilmente intercettazioni come questa non potranno più essere fatte. Molto bene!

Intanto il giornale "La Repubblica" ha iniziato una campagna per raccogliere firme contro il decreto. Secondo La repubblica "I giornali hanno il dovere di informare perché i cittadini hanno il diritto di conoscere e di sapere. La nuova legge sulle intercettazioni telefoniche è incostituzionale, limita fortemente le indagini, vanifica il lavoro di polizia e magistrati, riduce la libertà di stampa e la possibilità di informare i cittadini. Per questo va fermata."

Leggi tutto...

martedì 9 giugno 2009

L'Aquila ferita: revocata la sospensione fiscale


Come volevasi dimostrare, appena dopo le elezioni, Berlusconi ha fregato tutti gli aquilani. Infatti i comuni che non fanno parte dei 49 inseriti nel cratere del terremoto non usufruiranno di agevolazioni fiscali. L'ordinanza è stata firmata dal premier sabato 6 giugno ma è stata resa nota solo ieri, lunedi 8 giugno a elezioni finite. L'ordinanza dice che le agevolazioni fiscali per i comuni che non rientrano nella lista terminano il 30 giugno. I versamenti non effettuati nel predetto periodo di sospensione sono eseguiti entro il 16 luglio 2009. Gli adempimenti i cui termini scadono nel periodo oggetto della sospensione dovranno essere effettuati entro il 30 settembre. Tutti i contribuenti che si sono avvalsi della sospensione dovranno versare le ritenute non subite in cinque rate mensili di pari importo a partire dal 16 luglio 2009.

Mi dispiace per gli aquilani che si sono fatti fregare da Berlusconi, credendo alle sue ennesime bugie e votando per lui alle elezioni. Spero che sia l'unica fregatura per L'Aquila visto che hanno davvero bisogno di aiuto, ma il governo pensa solo a se stesso.

Italiani sveglia! Berlusconi è un bugiardo truffatore e questa è solo l'ennesima prova. Non continuate a sostenerlo.

Fonte: ilmessagero.it

Leggi tutto...

lunedì 8 giugno 2009

Fuorionda ridicolo al TG5

Da quando non è più Mentana il direttore del TG5, il telegiornale è diventanto una barzelletta simile a Studio Aperto. Lo sappiamo tutti che il PD e il PDL hanno perso le europee e al TG5 sfoderano un bel servilismo nei confronti di papi Berlusconi; per mascherare la sconfitta, il gironalista Gioacchino Bonsignore, a proposito del calo dei consensi del PDL, in un fuori onda dice "NON PENSERAI MICA CHE LO DICIAMO !".



Questo si che significa essere giornalisti. Mica sono di parte a Mediaset e Berlusconi a proprio ragione a dire che sono tutti contro di lui. Povera Italia, quando riusciremo a liberarci finalmende di Berlusconi e della sua banda di leccaculo?

Leggi tutto...

domenica 7 giugno 2009

Altre 2 foto pubblicate da El Paìs


Mentre continua la lotta del Berlusca contro El Pais per le foto di villa Certosa, il giornale spagnolo non si lascia spaventare dal nuovo Mussolini e dal suo lecchino Ghedini; infatti sono state pubblicate on-line altre due foto con un articolo intitolato "Anatomia di Berlusconilandia".
Intanto in Italia dobbiamo chinarci alla dittatura di sua maestà; il garante della privacy ribadisce che è "illecito riprendere e comunque utilizzare immagini di persone all'interno di una privata dimora senza il loro consenso e con l'uso di tecniche particolarmente invasive. Allo stato dei fatti sembra che le foto pubblicate da El Pais non rispettino tali principi". L'Autority inoltre "raccomanda agli organi di informazione italiani il piu' attento rispetto della normativa sulla privacy e del codice deontologico dei giornalisti e di attenersi ai principi affermati dalla giurisprudenza nazionale e internazionale e dai precedenti interventi del Garante".
Che schifo: quello che all'estero si chiama libertà in Italia si chiama violazione della privacy.

Potete trovare qui le nuove foto e l'articolo

Leggi tutto...

Non votate Berlusconi


In questi giorni sto pensando molto a quale sarà l'esito di queste elezioni europee. Con tutto quello che è successo in questo perido, se fossimo in un paese normale, il nostro premier non è che si sarebbe dimesso per l'immensa vergogna, ma sarebbe addirittura in galera per il noto caso Mills, o forse non così noto visto che in TV si parla solo di veline e non di cose serie. Nonostante tutto, a causa del potere mediatico che Berlusconi possiede, ho paura che sarà ancora lui a vincere, quando invece dovremmo levarcelo dalle scatole per il bene dell'Italia.

Per chi non lo sapesse ancora, Forza Italia, ora PDL, è stato fondato da Berlusconi insieme a Dell'Utri, condannato a 9 anni e due mesi per mafia, il quale ha portato ad Arcore un certo Vittorio Mangano, condannato per mafia, omicio e spaccio internazionale di droga da Giovanni Falcone.
Se questo non vi basta a dissuadervi dal votare Berlusconi, pensate a cosa fa realmente al governo Berlusconi, ovvero leggi "ad personam" per il suo interesse e non per quello del paese. Pensate a tutte le cazzate e gaffe che fa in giro per il mondo o pensate al suo fare altezzoso e irrispettoso e ai suoi toni sempre violenti nei confronti di chi non la pensa come lui.
Se ancora vorrete votarlo leggete questi motivi per non votarlo, oppure leggete tutte i suoi processi e condanne.

Se hai letto bene tutto quanto, pensa bene a chi voti oggi.

Leggi tutto...

venerdì 5 giugno 2009

Consenso del 70%?

Sarà verso che il PDL di sua maestà Berlusconi gode di un consenso superiore al 70%? Speriamo proprio di no. Comunque sono felice di vedere che in Italia c'è ancora gente con un pò di buon senso che riesce a ragionare col proprio cervello, senza farsi raggirare dalla disinformazione che ormai ci stritola da tutte le parti.

Contestazione Prato
Video 1
Video 2

Contestatzione Bari
Video 1
Video 2

Contestazione L'Aquila
Video 1

Contestazione Napoli
Video 1

Contestazione Firenze
Video 1
Video 2

Contestazione Nuoro
Video 1

Contestazione Alghero
Video 1

Leggi tutto...

Cade la maschera del clown


questo il titolo tradotto in italiano di un articolo pubblicato dal Times qualche giorno fa.
Dice il Times: "L'aspetto più disgustoso del comportamento di Berlusconi non è il fatto che sia un buffone sciovinista... Ma la cosa più scioccante è il modo in cui lui tratta l'opinione pubblica italiana. Per l'anziano primo ministro può essere interessante o addirittura affascinante comportarsi come un playboy, gridando ai 4 venti le sue conquiste..."
Il giornale inglese fa notare come "quando domande legittime gli vengono poste riguardo le sue relazioni scandalose, e i giornali lo sfidano a spiegare i suoi comportamenti, la maschera del clown cade. Lui minaccia questi stessi giornali e stazioni televisive, da lui stesso controllate, invoca la legge per proteggere la sua privacy, dà alla stampa risposte evasive e contraddittorie, per poi melodrammaticamente promettere di dimettersi nel caso siano scoperte le sue bugie".
Nell'articolo viene ricordato inoltre lo scandalo che convolse Clinton. "La vita privata di Berlusconi è ovviamente privata. Ma come il presidente Clinton ha scoperto a sue spese, gli scandali non guardano in faccia a nessuno".
Il Times infine critica il Premier che, dopo aver assicurato di fare chiarezza, ha fatto bloccare le foto di villa Certosa. Intanto 5 scatti sono stati pubblicati sul sito del giornale spagnolo el Pais.

Potete trovare qui tutta la traduzione dell'articolo del times.

Leggi tutto...

mercoledì 3 giugno 2009

Chi è Marcello Dell'Utri?

L'11 dicembre 2004 la V sezione penale del Tribunale di Palermo condanna in primo grado Marcello Dell'Utri a 9 anni di reclusione più 2 anni di libertà vigilata più l'interdizione perpetua dai pubblici uffici per concorso esterno in associazione mafiosa e il suo coimputato Gaetano Cinà, uomo d'onore della famiglia di Malaspina, a 7 anni per associazione mafiosa; i PM avevano chiesto 11 anni per Dell'Utri e 9 per Cinà. I 9 anni vanno ad aggiungersi ai 2 anni, rimediati in primo grado a Milano, per tentata estorsione e ai 2 anni e 6 mesi definitivi, rimediati a Torino, per le false fatturazioni e frodi fiscali di Publitalia.
Dell'Utri, braccio destro di Berlusconi, è l'ideatore e fondatore della Fininvest/Mediaset e di Forza Italia....vediamo come.

Marcello Dell'Utri nasce a Palermo l'11 settembre del 1941, studia in collegio dai Salesiani e frequenta poi i Gesuiti a Palermo. Conseguita la maturità classica nella sua città natale, si trasferisce a Milano e si laurea in giurisprudenza presso l'Università Statale, dove conosce e stringe amicizia con Silvio Berlusconi.
A 23 anni comincia a lavorare come segretario per il ventottenne Berlusconi e mentre allena una piccola squadra di calcio, il Torrescalla, sponsorizzata dall'amico Silvio.
Dopo un anno lascia Berlusconi e Milano per trasferirsi a Roma, dove dirige il Centro Elis, una scuola di formazione sportiva dell'Opus Dei.
Nel 1967 torna a Palermo dove fa il direttore sportivo presso l'Athletic Club Bagicalupo, dove dice di aver conosciuto Vittorio Mangano e Gaetano Cinà, entrambi uomini d'onore.
Nel 1970 viene assunto alla Cassa di Risparmio delle province siciliane, a Catania, per poi trasferirsi l'anno dopo in una filiale vicino Palermo.
Nel 1973 viene promosso alla direzione generale della Sicilcassa a Palermo.
Il 5 marzo del 1974 si dimette dalla banca e si trasferisce a Milano, come segretario particolare di Berlusconi. Dell'Utri segue i lavori di ristrutturazione della villa di Arcore, appena acquistata da Silvio ad un prezzo irrisorio grazie a Cesare Previti, tutore della proprietaria, e ingaggia come "stalliere" Vittorio Mangano, mafioso palermitano della famiglia di Porta Nuova condannato all'ergastolo per mafia, per proteggere Berlusconi e la famiglia da possibili rapimenti o attentati da parte della mafia catanese, difatti accompagna i figli a scuola e cura la sicurezza della villa. L'assunzione è suggellata da un incontro a Milano fra Dell'Utri, Berlusconi, il boss Bontate e Teresi, che si chiude con promesse di reciproca disponibilità.
Mangano viene arrestato un paio di volte dai Carabinieri per scontare pene definitive e ogni volta, uscito dal carcere, viene riaccolto in villa come se nulla fosse accaduto.
Nel 1976 un giornale lombardo scrive che Berlusconi ospita un mafioso in casa sua e, nonostante Dell'Utri e Confalonieri fanno di tutto per trattenerlo, Mangano lascia la villa di Arcore, mentre Berlusconi con la famiglia si trasferisce prima in Svizzera e poi in Spagna.
Il 24 ottobre 1976 Dell'Utri si trova insieme a Mangano e ad altri mafiosi alla festa di compleanno del boss catanese Calderone, al ristorante "Le Colline Pistoiesi" di Milano.
Un anno dopo anche Dell'Utri lascia Berlusconi e la Edilnord perchè infastidito dal fatto che Silvio non lo considera capace di fare il dirigente nel gruppo del Biscione.
Raccomandato da Cinà diventa amministratore delegato della Bresciano Costruzioni, un'azienda del gruppo Rapisarda, considerato un luogo privilegiato di passaggio dei capitali mafiosi. In breve tempo tutto il gruppo va in bancarotta fraudolenta; Dell'Utri incriminato a piede libero perde il lavoro, mentre Rapisarda fugge latitante in Venezuela, grazie al passaporto intestato al fratello di Dell'Utri.
Nel frattempo Berlusconi si iscrive alla loggia massonica segreta P2.
Il 19 aprile 1980 si sposa a Londra Jimmy Fauci, pluripregiudicato amico dei boss, che gestisce il traffico di droga fra Italia, Gran Bretagna e Canada; alle nozze partecipa anche Dell'Utri con l'amico di una vita Cinà.
Il 5 maggio 1980 Mangano è arrestato da Giovanni Falcone per traffico internazionale di droga e resterà in carcere per 11 anni. Un anno dopo vengono uccisi dai corleonesi di Totò Riina i boss mafiosi Bontate e Teresi, "titolari" della disponibilità di Berlusconi; il loro posto, nel rapporto con Arcore, viene preso dai fratelli Pullarà.
Bisogna dire che fra il 1975 e il 1983 nelle holding Fininvest affluiscono 113 miliardi di lire dell'epoca di provenienza misteriosa, e una buona parte addirittura in contanti. Difatti in quel periodo il boss Bontate diventa socio delle TV Fininvest, investendovi grossi capitali mafiosi.
Nel 1983 le pretese di denaro, da parte dei Pullarà e quindi di Cosa Nostra, si fanno sempre più ingenti, allora il Cavaliere richiama Dell'Utri alla Fininvest e nonostante il disastro della Bresciano lo promuove amministratore delegato e presidente di Publitalia.
L'11 novembre dello stesso anno la Polizia irrompe a casa di un socio del boss catanese Corallo per arrestarlo e vi sorprende anche Dell'Utri.
Fra il 1984 e il 1986 Dell'Utri raggiunge un accordo, tramite Cinà, con Pippo Di Napoli che rappresenta Riina, attraverso il quale la Fininvest si impegna a versare a titolo di regalo una quota annua di 200 milioni a loro e non più ai Pullarà. Riina spera di arrivare tramite Berlusconi a Craxi, grande amico del Cavaliere, e ordina a tutta Cosa Nostra di abbandonare la DC e votare il PSI.
Ma la mafia non è contenta di Berlusconi e del gruppo Fininvest e così ricomincia con gli attentati intimidatori, fra cui quelli ai negozi e ai magazzini della Standa a Catania, fatti per cui non fu sporta denuncia; in quel periodo invece risultano numerosi i viaggi di Dell'Utri a Catania, forse per riconciliare con il boss Santapaola, reggente della mafia catanese.
Nel 1991 Mangano esce dal carcere e tenta di riprendersi l'esclusiva dei rapporti con Dell'Utri e Berlusconi, ma Riina gli manda a dire che ormai "li ha nelle mani lui per il bene di tutta Cosa Nostra".
Nel 1992 Vincenzo Garraffa, senatore del PRI e presidente della Pallacanestro Trapani, riceve la visita del boss Vincenzo Virga, condannato per omicidio e oggi in carcere, per riscuotere un presunto credito e dice che lo manda Dell'Utri. L'episodio è denunciato da Garraffa, e il processo giunge al primo grado di giudizio nel maggio 2004 quando il Tribunale di Milano condanna Dell'Utri e Virga a 2 anni per tentata estorsione. Nel frattempo, mentre infuria Tangentopoli, Dell'Utri ingaggia l'ex democristiano Ezio Cartotto per studiare un'iniziativa politica della Fininvest in previsione del crollo dei partiti amici.
Il 19 luglio dello stesso anno, a 55 giorni dall'assassino di Giovanni Falcone, viene ucciso Paolo Borsellino, poche settimane dopo aver rilasciato un'intervista nella quale parla di indagini in corso a Palermo su Mangano, Dell'Utri e Berlusconi.
Il 4 aprile 1993 Berlusconi incontra Craxi ad Arcore e decide di impegnarsi in politica.
Dopo vari attentati, fra cui quello a Maurizio Costanzo che si oppone all'entrata in politica, si giunge ad un accordo fra Provenzano e Dell'Utri: fine delle stragi in cambio dell'alleggerimento della pressione poliziesca e giudiziaria, dei sequestri dei beni e della legge sui pentiti. Provenzano convoca Cosa Nostra e dice: "Con Dell'Utri siamo in buone mani".
Il 28 marzo del 1994 Berlusconi vince le elezioni e diventa Presidente del Consiglio, mentre Dell'Utri rimane alla guida di Publitalia.
Il 25 maggio 1995 Dell'Utri è arrestato a Torino per aver inquinato le prove sull'inchiesta sui fondi neri di Publitalia. L'anno successivo diventa deputato di Forza Italia e poco dopo viene condannato in primo grado a 3 anni, che in appello diventano 3 anni e 2 mesi e in Cassazione, grazie al patteggiamento, 2 anni e 6 mesi definitivi.
Nel 1998 è sorpreso e filmato dalla DIA a Rimini mentre incontra un falso pentito che sta organizzando un complotto per screditare i pentiti che accusano Dell'Utri. Il GIP di Palermo dispone la sua cattura, ma la Camera, a maggioranza Ulivo, nega l'autorizzazione all'arresto.
Il 13 giugno 1999, grazie ai voti dei "picciotti", Dell'Utri viene eletto al Parlamento europeo, nel colleggio Sicilia-Sardegna.
Il 13 maggio 2001 Dell'Utri diventa senatore, mentre Berlusconi torna al governo e così la condanna penale a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa inflittagli nel 2004, diventa una condanna politica che ha come obbiettivo screditare Berlusconi.

Fonte: zam.it



Berlusconi difende Dell'Utri e Mangano


Leggi tutto...

Chi è Vittorio Mangano?

Vittorio Mangano (Palermo, 18 agosto 1940 – Palermo, 23 luglio 2000) è stato un criminale italiano legato a Cosa Nostra, conosciuto - attraverso le cronache giornalistiche che hanno seguito gli iter processuali che lo hanno visto coinvolto - con il soprannome di lo stalliere di Arcore.

Fu indicato al maxiprocesso di Palermo, sia da Tommaso Buscetta che da Totò Contorno, come uomo d'onore appartenente a Cosa Nostra, della famiglia di Pippo Calò, il capo della famiglia di Porta Nuova (della quale aveva fatto parte lo stesso Buscetta).

Fu stalliere (con funzioni di amministratore) nella villa di Arcore di Silvio Berlusconi, nella quale visse tra il 1973 e il 1975. Era stato proposto per quell'incarico da Marcello Dell'Utri. Il 28 novembre 1986 un attentato dimamitardo alla villa milanese creò danni alla cancellata esterna e Berlusconi parlando al telefono con dell'Utri accusò Mangano.

Il nome di Mangano viene citato dal Procuratore della Repubblica Paolo Borsellino in una sua intervista, rilasciata il 19 maggio 1992 (ai giornalisti Jean Pierre Moscardo e Fabrizio Calvi), riguardante i rapporti tra mafia, affari e politica, due mesi prima di essere ucciso nell'attentato di via d'Amelio. Borsellino affermò nell'intervista che Mangano era "uno di quei personaggi che ecco erano i ponti, le teste di ponte dell'organizzazione mafiosa nel Nord Italia".

Il 19 luglio 2000 Mangano fu condannato all'ergastolo per il duplice omicidio di Giuseppe Pecoraro e Giovambattista Romano, quest'ultimo vittima della "lupara bianca" nel gennaio del 1995. Di questo secondo omicidio Mangano sarebbe stato l'esecutore materiale. Verrà inoltre sospettato di aver rapito il principe Luigi D'Angerio dopo una cena alla villa di Silvio Berlusconi, il 7 dicembre 1974.

Il pentito Salvatore Cancemi divulgò la notizia che la compagnia Fininvest di Berlusconi, attraverso Marcello Dell'Utri e Mangano, pagò a Cosa Nostra 200 millioni di lire (100.000 euro) annualmente e in base agli accordi presi con Cancemi, in cambio di una legislazione che avrebbe favorito Cosa Nostra, in particolare l'articolo 41 bis che regolamenta le prigioni. Invece non solo il 41 bis venne rinnovato durante l'ultimo governo Berlusconi, ma reso definitivo.

Mangano, malato di tumore, morì pochi giorni dopo la sentenza, il 23 luglio 2000, in carcere, dov'era già da cinque anni per reati per cui era stato precedentemente condannato (traffico di stupefacenti, estorsione)

Fonte: wikipedia

Frasi di Vittorio Mangano

Per me Berlusconi era proprio come un parente. La fiducia che aveva in me era pari a quella che io avevo in lui e nella sua famiglia. A Berlusconi ci voglio bene, fino a oggi. È una persona onesta, scrivetelo. (da Corriere della sera, 14 luglio 2000)

Citazioni su Vittorio Mangano

Berlusconi ha assunto Mangano, gliel'ho presentato io, è verissimo, tra tante persone che c'erano in concorso per quella posizione, e ai quali Berlusconi ha addirittura affidato la casa, e il signor Mangano accompagnava anche i figli di Berlusconi a scuola. Non vedo niente di strano nel fatto che io abbia frequentato in questa maniera il signor Mangano, e lo frequenterei ancora adesso. (Marcello Dell'Utri)

Il fattore Vittorio Mangano, condannato in primo grado all'ergastolo, è morto per causa mia. Mangano era ammalato di cancro quando è entrato in carcere ed è stato ripetutamente invitato a fare dichiarazioni contro di me e il presidente Berlusconi. Se lo avesse fatto, lo avrebbero scarcerato con lauti premi e si sarebbe salvato. È un eroe, a modo suo. (Marcello Dell'Utri)

Per quanto riguarda Mangano, che non era uno stalliere, era il fattore che avemmo ad Arcore con tutta la sua famiglia, madre, moglie e due figli che lui accompagnava all'asilo tutte le mattine insieme ai miei bambini, era una persona che con noi si è comportata benissimo. Poi ha avuto delle disavventure nella vita che lo hanno messo un po' in mano ad una organizzazione criminale. Lui eroicamente, sono d'accordo con Dell'Utri, pur essendo così malato non inventò mai nessuna cosa contro di me e lo lasciarono andare il giorno prima della sua morte. Stava morendo in carcere, ben quindi dice Dell'Utri nel considerare eroico un comportamento di questo genere. (Silvio Berlusconi)

Leggi tutto...

sabato 30 maggio 2009

Berlusconi al Garante: "Bloccate le foto di Villa Certosa"


Sono spuntate delle foto, si dice circa settecento, che Silvio Berlusconi non vuole che siano rese pubbliche. Si tratterebbe di foto scattate a Villa Certosa che ritrarrebbero personaggi illustri, come il primo ministro della Repubblica Ceca, oggi dimissionario, Mirek Topolanek, e non solo. Ci sarebbero anche le foto della festa per il capodanno 2009, nelle quali ci sarebbe Noemi Letizia, allora minorenne, e altre ragazze.
Per bloccare la pubblicazione il premier ha presentato un ricorso al Garante della Privacy per chiedere "tutti i provvedi­menti che riterrà opportuni e in particolare l’inibizione di qualsivoglia utilizzo o pubbli­cazione del materiale fotogra­fico". Berlusconi dice "Si tratta di soggetti ripresi in momenti di assoluta intimità del tutto leciti e senza alcun particola­re rilievo o connotazione".
L'autore delle foto, il fotografo Antonello Zappadu denunciato per violazione della privacy, commenta: "Se sono foto insignificanti, se Berlusconi scrive nel suo esposto che “i soggetti ripresi in momenti di assoluta intimità del tutto leciti e senza alcun particolare rilievo o connotazione”, perché vuole bloccare la loro pubblicazione?"

Forse Berlusconi non vuole che le foto siano pubblicate perchè il fotografo ha aggiunto che "tra gli ospiti del Natale scorso c’erano tantissime minorenni. Chi ha visto gli scatti giura che c’è anche Noemi".
Come dice giustamente Zappadu, ora vogliamo vedere le foto visto che non contengono niente di compromettente. Basta con questi giochi di potere, siamo stufi della disinformazione che fanno i potenti in Italia.

Fonti: laStampa.it, corriere.it

Leggi tutto...

Eco"BALLE": ancora spazzatura a Napoli


Negli ultimi giorni è di nuovo emergenza spazzatura a Napoli. Ne ha parlato per primo in TV il TG3 giovedi 28 maggio.

Molti comuni della provincia sono invasi di nuovo dai rifiuti, la procura di Napoli ha avviato una serie di inchieste sulle decisioni prese durante l’emergenza rifiuti e sul collaudo dell’inceneritore di Acerra. Intanto scopriamo che il livello di polveri sottili nella zona dell’impianto, secondo i dati forniti dall’Arpac, ha superato nelle ultime due settimane di gran lunga i limiti consentiti dalla legge.
La periferia e la provincia napoletana sono di nuovo sommerse dai rifiuti. Sembra di essere tornati indietro di un anno, caldo torrido e sacchetti di immondizia nelle strade.
Con questo stato di cose, si fa sempre più dura denuncia dei sindaci dell’area flegrea, ma anche di Giugliano, Pianura, Marigliano, Marigianella, Marano, Melito, Qualiano, Quarto, San Giuseppe Vesuviano, Palma Campania, Massa di Somma, in cui la raccolta va a rilento.
Bertolaso fa sapere che non è compito della struttura del sottosegretario ripulire le strade, il quale deve occuparsi esclusivamente di fornire un sistema integrato di gestione rifiuti. Il motivo della nuova ondata di emergenza, però,non è la raccolta bensì il conferimento, che rientra eccome nelle di competenze della sua struttura.
Il presidente del Consiglio aveva stabilito che i rifiuti di molti di questi comuni sarebbero stati conferiti nel sito di Casalduni nel Beneventano. Poi la decisione è stata dirottata su Giugliano, in seguito sul sito di stoccaggio in località Pantano (alle spalle dell’inceneritore di Acerra, per poi ritornare a guardare a Giugliano ed ancora a Casalduni.
Insomma, una gran confusione, in cui le uniche cose certe sono le file di camion che vanno a sversare i rifiuti che si accumulano in strada.
A proposito del sito di Pantano ad Acerra va chiarito che secondo il decreto del governo , questo si sarebbe dovuto bonificare come misura compensativa all’attivazione dell’inceneritore e sarebbe dovuto divenire un polmone verde del Comune di Acerra.
Sulle decisioni prese durante l’emergenza si aprono anche altri dubbi, su cui la procura di Napoli sta attualmente indagando. Innanzitutto, ci sarebbero gli impianti aperti durante l’emergenza che sarebbero stati autorizzati senza che gli stessi rispondessero ai requisiti stabiliti dalla legge. La procura di Napoli ha anche chiesto il resoconto della commissione di collaudo dell’inceneritore di Acerra e sta avviando accertamenti sui siti in cui viene accatastata la spazzatura in attesa dello smaltimento “definitivo” nell’impianto.


Intanto c'è anche un'inchiesta sui rifiuti e sulla gestione di Bertolaso durante l'ultimo anno sotto il governo Berlusconi. Sotto accusa le emissione oltre la norma dell'inceneritore di Acerra, che ricordiamo non è ancora ultimato ma solo in fase di rodaggio. Ci sono inoltre i comuni che si lamentano denunciando che spesso l'immondizia rimane per strada anche fino a 48 ore perché non si sa dove depositarla.


Leggi tutto...

giovedì 28 maggio 2009

Leggi "Ad personam"


Facciamo un ripassino di quanto il governo Berlusconi lavora per se stesso.


La legge sulle rogatorie internazionali. Approvata in tempi brevi, questa legge disciplina la materia delle rogatorie internazionali oltre che ratificare la convenzione di cooperazione giudiziaria tra Italia e Svizzera. Nel passaggio al Senato la legge ha subito due modifiche molto particolari: si può applicare ai processi in corso e annulla le rogatorie macchiate da vizi formali. Ma cosa sono le rogatorie? Sono uno strumento che consente ad un giudice di chiedere ad un collega straniero di compiere atti processuali che esulano dalla sua giurisdizione. Cosa c’entra il premier? Grazie a questa legge sono divenute inutili le imbarazzanti dichiarazioni sui movimenti nei conti correnti esteri fatte da Previti, Squillante e dal responsabile dei servizi finanziari di Mediaset che addirittura confermò di aver dato disposizioni per i pagamenti documentati dalle carte svizzere.
La legge sulla depenalizzazione del falso in bilancio. Mossa con la quale si è reso non più perseguibile dalla legge il falso in bilancio, che è da sempre stato uno dei protagonisti del disequilibrio economico del Paese. Oltre ad allontanare investitori esteri, allarmati da uno Stato che non punisce il falso in bilancio, c’è un altro lato molto interessante, molto più pratico: così facendo si sono rese del tutto vane le indagini in corso da anni, che vedevano tra i principali attori Silvio Berlusconi nell’affare “All Iberian”.
La legge Cirami sul legittimo sospetto. Un terremoto nel panorama giuridico, utile sia a Berlusconi che al suo entourage. Il legittimo sospetto è essenzialmente il dubbio che l'organo di legge chiamato a giudicare non sia imparziale. Il giudice può essere ricusato se ha espresso il proprio orientamento sul processo pubblicamente oppure se ha rapporti con l’imputato. Ovviamente sulla fondatezza delle ragioni deve pronunciarsi la Corte di Cassazione: se quest'ultima riconosce che il giudice non garantisce imparzialità, trasferisce il processo in un'altra città, dove dovrà ricominciare da zero. L'effetto è quello di bloccare, errando di città in città, le conclusioni del processo, che potrà così andare avanti, senza però arrivare alla sentenza, prima che la Corte di Cassazione si sia pronunciata sulla fondatezza del ricorso. Questa legge è stata applicata anche ai processi già in corso al momento della sua entrata in vigore. Chi era l’imputato in più processi che inveiva contro i giudici comunisti? La sola legge Cirami poneva il rischio di ottenere, spostandosi di città in città, soltanto un po’ di tempo in più.
Berlusconi, in quel momento imputato nel processo Sme, ha avuto un’altra bella idea: il lodo Schifani, la legge blocca processi per le cinque più alte cariche dello Stato. La Corte Costituzionale l’ha giudicato incompatibile con la nostra Costituzione (soprattutto con l’art.3), proprio perché andava contro le basi democratiche del nostro ‘sistema’. Ovviamente non ci si è abbattuti: una modifica qui, una lì, e anche in questo caso pronta la legge. Negli altri Stati democratici si possono “giudicare” le più alte cariche dello Stato: basti ricordare che negli USA, sempre presi ad esempio, Clinton venne messo alla gogna nel “caso Lewinsky”.
Il condono fiscale. Uno schiaffo morale per i cittadini che hanno sempre regolarmente pagato le loro tasse, uno strumento interessante nelle mani delle aziende di Berlusconi. Alle iniziali dichiarazioni del presidente del Consiglio, si espresse con certezza “Mediaset non si servirà del condono”, è seguita una adesione ed un risparmio di centinaia di milioni di euro.
La legge sulla tassa sulle successioni e sulle donazioni. Una delle primissime leggi di Berlusconi. Il governo dell’Ulivo aveva lavorato su questa legge stabilendo una franchigia di 350 milioni di lire per successioni e donazioni. Cosa vuol dire? Vuol dire che si tassavano solo beni di valore superiore ai 350 milioni di lire in base ad una tabella di percentuali legata all’entità della donazione o dell’eredità. Con l’intervento dell’attuale governo è stata eliminata totalmente la suddetta tassa, anche per cifre da capogiro. Ovviamente un interesse di pochi che da adito a legittimi sospetti su passaggi di tanto denaro di tasca in tasca.
La legge Gasparri e il decreto salva Rete 4. La proroga di poter trasmettere in analogico per Retequattro ha sollevato in maniera clamorosa l’interrogativo su come un premier possa decidere sul destino di una sua proprietà. Ma nella nuova legge c’era molto di più. L’abolizione delle norme che vietavano incroci di proprietà tra Tv e carta stampata ad esempio, ha cancellato i limiti sulla possibilità di detenere media. Realmente consentirà di ufficializzare ciò che già accadeva. Se fino ad oggi Berlusconi non poteva essere proprietario de “Il Giornale”,”Il Foglio” ed il “Corriere della Sera”, perciò demandava rispettivamente al fratello, alla moglie e ad altri cari amici; con la nuova normativa potrà liberarsi di queste maschere. Inoltre, non si è posto freno alla possibilità di acquistare giornali, tv e cinema a patto che venga garantita concorrenza (?). Però è stato inserito anche un limite, ovviamente per gli altri. Il blocco è per chi già si occupa di un settore delle telecomunicazioni (Telecom, che ha La7, Mtv ed una partecipazione in Sky) che non potrà espandersi senza limiti in quello delle televisioni. Così facendo si è cercato di proteggere l’attività dei “tanti” proprietari di reti televisive italiane.
Legge anti-intercettazioni.
Sono vietate le intercettazioni per reati le cui pene sono inferiori a 10 anni. È prevista una deroga per i reati contro la pubblica amministrazione, come corruzione e concussione. Non solo. Le intercettazioni saranno sempre possibili nei reati di mafia, di terrorismo e per tutti i reati di grande allarme sociale. In generale, non potranno però durare più di 3 mesi e dovranno essere decise da un tribunale, non da un singolo soggetto. Resta anche la previsione del carcere da uno a tre anni, commutabili in una sanzione, per chi pubblica conversazioni coperte da segreto e cinque anni per i pubblici ufficiali che le diffondono. Secondo la nuova normativa, inoltre, le intercettazioni telefoniche autorizzate per un'indagine non saranno utilizzabili in un procedimento diverso. Molti sostengono che questa legge è stata fatta soltanto per nascondere le decine di colloqui avuti con l´ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà che, tra le procure di Napoli e di Roma, gli costano indagini per corruzione.
Lodo Alfano. Nel giugno 2008 il Governo Berlusconi IV ha espresso la volontà di riproporre un nuovo disegno di legge riguardante l'immunità alle alte cariche (stavolta solo le prime quattro, facendo cioè rientrare il Presidente del Consiglio ma escludendo quello della Corte Costituzionale): è stato denominato "lodo Alfano" dal nome del proponente, il ministro della Giustizia Angelino Alfano. A parere del ministro, il nuovo provvedimento si differenzierebbe dal lodo Schifani, che riprende in termini di contenuti, in quanto compatibile con quanto indicato nella sentenza della Consulta che lo aveva abrogato. Le modifiche apportate da questo Lodo al precedente sono diverse, tra cui il termine di legislatura per la sospensione dei processi e la possibilità di proseguire con le azioni civili di risarcimento. Il disegno di legge è stato approvato rapidamente in coincidenza con l'imminente conclusione del processo a Milano sulla corruzione in atti giudiziari dell'avvocato inglese David Mills (condannato in primo grado a 4 anni e 6 mesi di reclusione) che vedeva come coimputato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

Leggi tutto...

mercoledì 27 maggio 2009

L'Italia è in pericolo...


... a dirlo è il Financial Times nell'editoriale di oggi che esordisce dicendo "Berlusconi è un pericolo, in primo luogo per l'Italia, ed un esempio deleterio per tutti". Secondo il giornale inglese "il fascismo non è nel futuro probabile dell'Italia: Berlusconi chiaramente non è Mussolini, lui ha squadre di starlette e non di camicie nere".

Continua il quotidiano economico "Ma il pericolo di Berlusconi è di un ordine diverso da quello di Mussolini, è quello del potere dei media che mina i contenuti seri della politica e li sostituisce con lo spettacolo. È mettere una fortuna al servizio della creazione di un'immagine grandiosa, composta da affermazioni di successi senza fine e sostegno popolare."

Il FT rincara la dose. "Che egli sia così dominante è anche in parte colpa di una sinistra esitante, di istituzioni deboli ed a volte politicizzate, di un giornalismo che troppo spesso ha accettato un ruolo subalterno ma soprattutto la colpa è di un uomo molto ricco, molto potente e sempre più spietato. Non un fascista, ma un pericolo in primo luogo per l'Italia ed un esempio deleterio per tutti"

Ovviamente per la destra si tratta di "cattiva stampa," che fa giornalismo in modo "disonesto". Il ministro degli Esteri Franco Frattini liquida cosi' l'editoriale di oggi del "Financial Times".

Mi domando quale sia per il governo la stampa "buona", forse quella dei giornali e delle televiosioni che fanno capo al premier, che mai direbbero qualcosa a sfavore del loro padrone.

Sono piovute altre critiche al nostro governo da altri giornali stranieri. Infatti anche l'Indipendent va giù duro parlando del caso Noemi. DIice il giornale londinese: "Berlusconi è stato colto a dire numerose bugie sulla relazione e rifiuta di spiegarle" e con l'elezioni imminenti "a sua popolarità potrebbe essere in via di erosione", speriamo aggiungo io. Aggiunge il giornale che ora Berlusconi deve dare conto "non per corruzione, non per connessioni con la mafia, ma per la sua relazione con una teenager". Vivere in Italia oggi, continua l'Independent, è "come essere intrappolati in un campo di lava che sta lentamente ma irreversibilmente scivolando giù da un pendio". Secondo il quotidiano, gli scandali di Mani Pulite, lungi dal portare alla nascita di una rivitalizzata "Seconda repubblica", "hanno condotto a una "Era di Silvio" e al lento ma costante degrado delle istituzioni democratiche della nazione". L'avvertimento dell'Independent: se il primo ministro può "mentire così spudoratamente" sulla sua relazione con una teenager, allora l'Italia "è in pericolo".


Non mancano critiche anche dalla Francia. Questo il titolo della home page del sito di Libèration: "In Italia grande crisi attorno a una minorenne". Le Monde invece titola: "Berlusconi costretto a una campagna discreta". Les Echos fa notare che Berlusconi è il solo leader a presentarsi come capolista.

Non potevamo mancare critiche dalla Spagna. Anche El Pais pubblica un editoriale dal titolo "Berlusconi impunito" col quale dice che il comportamento del premier è una minaccia per la credibilità del nostro paese.

Sembra che solo in Italia non abbiamo capito con chi abbiamo a che fare.

Leggi tutto...

Berlusconi ha paura

Berlusconi, dopo aver detto che avrebbe riferito in parlamento per quanto riguarda la sentenza Mills, ha fatto retromarcia e non si presenterà alle aule. E ovviamente il PD è d'accordo e non pretenderà nessun confronto.
Probabilmente il premier aveva pensato che presentandosi in parlamento avrebbe potuto mettere un freno a tutte le polemiche che lo riguardano in questo periodo, dal divorzio con la moglie Veronica Lario al caso Noemi Letizia, dalla sentenza Mills alla Gandus. Invece deve aver capito che presentandosi ora avrebbe fatto, per prima cosa, un favore a Di Pietro facendogli un pò di pubblicità e, prima delle elezioni europee, di certo questo aiuterebbe l'ex magistrato a raccogliere consensi. Meglio quindi parlare di altro come le opere pubbliche o l'Abruzzo, riprendendo il discorso giustizia furbamente dopo le elezioni.
Nessun problema per motivare il dietro front; infatti, dice prontamente,l'avvocato Ghedini, che il presidente ha "molteplici impegni che, ovviamente, non possono essere rinviati...".

Fonte: la stampa.it
Link: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200905articoli/43922girata.asp

Leggi tutto...

Berlusconi dimettiti

Dopo la condanna dell'avvocato David Mills il presidente Berlusconi non può non dimettersi; solo in Italia una persona così può essere il capo del governo.

Sosteniamo questa petizione:

A: Presidente del Consiglio

In Nome del Popolo Italiano, il Tribunale di Milano, ha condannato l'avv. Mills a 4 anni e 6 mesi di reclusione per corruzione in atti giudiziari!
Dal testo della sentenza si evince che David Mills:"... ha certamente agito da falso testimone, da un lato, per consentire a Silvio Berlusconi ed al Gruppo Fininvest l’impunità dalle accuse o, almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati attraverso il compimento delle operazioni societarie e finanziarie illecite compiute sino a quella data..."
Da questo processo e dalle conseguenti responsabilità, Silvio Berlusconi ha ottenuto l'impunità attraverso il Lodo Alfano (L. 124/08), che consente alle quattro più alte cariche dello Stato di ottenere la sospensione dai processi penali pendenti e futuri, nonostante il dettame inderogabile contenuto nell'art. 3 della Costituzione Italiana:
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sonoeguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".
In attesa che la Corte Costituzionale si pronunci sulla costituzionalità della L. 124/08, il colpevole coinvolgimento del Presidente Silvio Berlusconi in questa vicenda, così come palesato dagli atti processuali e dalla sentenza, unito alle violente invettive contro la Magistratura, potere fondamentale ed autonomo della nostra Repubblica, rende la prosecuzione del mandato istituzionale di questi, in forte contrasto con ogni regola etica e morale di uno Stato di Diritto, costringendo l'Italia ad un corto circuito politico-giudiziario che nega in radice la natura democratica del Governo e la stessa forma repubblicana dello Stato, stante l'uso privato che l'attuale Presidente del Consiglio, con inaccettabile arroganza, si ostina a fare dei suoi poteri di Capo del Governo e dello stesso Parlamento volgarmente asservito alla sua pretesa personale impunità.
Riteniamo importante ricordare che questa sentenza ne segue altre (queste definitive e non più appellabili) che hanno visto persone alle dipendenze di Silvio Berlusconi condannate per reati vari, prevalentemente a beneficio dello stesso o delle sue aziende (oltre a Mills, Cesare Previti, Salvatore Sciascia, Massimo Maria Berruti, Vittorio Mangano, Marcello Dell'Utri) e che a dimostrazione della contiguità del Presidente Berlusconi o siedono tra le sue fila parlamentari o sono state da egli elevate all'altare degli eroi. Sia uno che l'altro caso sono indegni di un Presidente del Consiglio.
Con questo appello noi cittadini italiani onesti, rispettosi della Costituzione e delle leggi della Repubblica Italiana, fermamente convinti che la politica debba essere fatta con le mani pulite, chiediamo l'aiuto di tutta la società civile, di tutta la stampa e di tutte le forze politiche che non vogliano considerarsi complici, affinché aderiscano, in superamento di ogni divisione, al nostro appello e diano vita ad una grande manifestazione nazionale per chiedere

DIMISSIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SILVIO BERLUSCONI

art. 54 della Costituzione Italiana:
Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

Ecco il link per firmare la petizione:
http://firmiamo.it/berlusconisidimetta
Firmate numerosi

Leggi tutto...

martedì 3 marzo 2009

No al nucleare

Sono tornato da poco da Londra da dove non ho potuto seguire le vicende italiane. Appena tornato scopro che il nostro governo Berlusconi ne ha combinata un'altra delle sue, questa volta sul tema dell'energia.
Ecco come il premier affronta questo problema: «Penso che non ci sia alternativa se non andare in maniera decisa e immediata nella direzione di nuove fonti energetiche nucleari per l'Italia» afferma. Per il Cavaliere si tratta di superare i ritardi accumulati in questi decenni dopo la «sciagurata decisione» degli anni '70 di dire no alla produzione di energia nucleare con il referendum.
Peccato che ci siano dei piccoli problemi, ma Berlusconi non credo che ci sia arrivato. Il primo è lo smaltimento delle scorie radattive in un paese che non riesce neanche a smaltire i rifiuti comuni della campania. Il secondo è che le centrali apperterrebbero alla terza generazione, tecnologia che ormai ha qualche decennio. Questo comporta che al completamento delle centrali queste risulterebbero già obsolete, con conseguente spreco di denaro, ma a questo siamo abituati in Italia. Un altro problema sarebbe la ricerca del sito sul quale costruire le centrali perchè nessuno vorrebbe un centrale nucleare di fianco casa.
Credo che ormai sarebbe ora di puntare su energie pulite e rinnovabili, ma con questo governo non ci spero.

Di seguito riporto un video in cui Di Pietro parla di questi problemi


Leggi tutto...

sabato 14 febbraio 2009

Un calcio alla crisi...

Visto che siamo in tempo di crisi, vi ripropongo un video un pò vecchio ma molto utile di questi tempi. Un modo rapido per risolvere i vostri problemi, un gran consiglio di Berlusconi.



Utile vero?

Leggi tutto...

giovedì 12 febbraio 2009

Grande Margherita Hack

L'astrofisica Margherita Hack, ospite del programma su rai tre "Cominciamo bene" durante la puntata del 31 dicembre 2008, esprime la sua opinione sul governo Berlusconi. Da non perdere!



Da notare come la giornalista cambia subito discorso, preoccupata dalla piega che avrebbe preso il discorso.

Leggi tutto...

mercoledì 11 febbraio 2009

E così ha inizio...

In questi giorni, navigando per la rete, mi sono inbattuto su un articolo al quanto sconcertante riguardante una legge appena approvata dal Senato e della quale sinceramente non ne sentivamo il bisogno, in quanto il "Bel Paese" ha problemi più importanti da risolvere in questo periodo. Si introduce infatti, nel disegno di legge 733, per capirci nel pacchetto sicurezza, grazie al senatore Giampiero D'Alia, l'articolo 50 "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet" che recita:

Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l'interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.


La legge, così come scritta, prevede che, in caso di indagini relative a delitti di apologia di reato e di istigazione a delinquere, i provider debbano operare in modo analogo alla pedopornografia.

Noi vediamo in questo solo il primo passo verso una sorta di bavaglio, per non dire censura, verso il diritto di critica nei confronti del potere che, avendo il controllo di televisoni e giornali, punta ad impradonirsi anche della rete.

Tutto questo, legato alla situazione penosa in cui si trova l'Italia, mi ha spinto a creare questo blog contro il nostro premier. Se ne conoscete, segnalate altri siti o blog dal tema "Berlusconi ti odio".

Ciao e alla prossima.

Leggi tutto...